L'Isola di Aral

DAL ROMANZO ALLA PITTURA

Non sono cresciuta dipingendo, ma con il desiderio di scrivere, di raccontare storie che potessero diventare romanzi. Nel racconto “L'isola di Aral”, Santiago de La Fuente è un pittore che vive a Bussana Vecchia e nasconde tra i colori intensi dei suoi quadri emozioni antiche, che hanno segnato per sempre la sua vita, legandolo indissolubilmente a un'isola magica, Formentera. A lui ho affidato la mia passione per la pittura materica, descrivendo i suoi gesti pittorici, l'abilità di plasmare la materia con pennelli, scalpelli e le mani, e di renderla viva attraverso i colori e i riflessi del mondo.

Ma il destino ha voluto che le fantasie di un romanzo trovassero riscontro nella realtà. Pochi mesi prima della sua pubblicazione, camminando tra i vicoli di Bussana Vecchia, il paese degli artisti dove si svolge la prima parte del romanzo, vengo rapita da un grande quadro che ha tutte le peculiarità delle opere dipinte dal pittore del mio libro.

Conosco l'autrice del quadro e le racconto le straordinarie affinità tra la sua pittura e quella che ho affidato al protagonista del romanzo, ambientato proprio in quel paese. Da quel momento diventiamo amiche, io e Daniela Gabeto, e la realtà si intreccia indissolubilmente al romanzo: il suo quadro diviene parte della copertina del libro e lei mi convince, non senza una mia iniziale reticenza, a provare a dipingere, nel modo spontaneo e istintivo in cui i miei dipinti da anni animavano le mie fantasie, i miei pensieri, prendendo poi forma tra le pagine di un libro.

Così, grazie a Daniela inizio a dipingere, proprio a Bussana, tra quelle mura antiche che avevano ospitato, nella mia fantasia e tra le pagine del romanzo, Santiago de La Fuente: imparo a sentire la materia che si plasma tra le mie mani, i pensieri che prendono forma tra tavolozze di legno e colori... e da quel momento la pittura è diventata parte della mia vita e di me, libera, come i moti dell'anima che si plasmano nella materia.

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